Giornata loca davvero, brainrottato di brutto e riso tantissimo su tiktok, ma non è stata una giornata buttata.
Pagine lette: 12/20 Oggi avevo un obbiettivo ma non l’ho completato, ho pensato di meritare una pausa, ma non ho saputo ricominciare.
Pagine scritte: 3
Argomenti: Vita di Petrarca e i suoi temi principali. Sinceramente amo Petrarca e mi dà molta autostima ricordare ciò che ho studiato più di un anno fa.
reminder: non tutte le pause vengono per il bene, alcune vengono per nuocere
il nome medievale più sobrio
Tria bona
ho riso tanto
mi approccio allo studio con serenità
ho trovato due cose per la tria bona
ho sincera difficoltà a completare questa parte da un po’ e se non scrivo missioni dal fronte è perché non so proprio che dire. Mi trovo sempre più spesso a convincermi di stare bene senza sentirlo.
Ho ricominciato con maggiore assiduità e mi sento pronta a raccontare i miei progressi con serenità.
Pagine lette: 26
Pagine scritte: 2 Ho inaugurato un nuovo quadernone eheh
Argomenti: Il 300, la crisi demografica e i nuovi generi letterari. Su questo argomento ho già sostenuto un esame lo scorso anno (Letteratura latina medievale ed umanistica) quindi è stato un piacevole ripasso :))
reminder: le cose si ricordano per due motivi, se le ami o se le odi
questo sono io mentre scrivo l’articolo metablog
Tria bona:
sono molto felice di essere tornata a scrivere articoli
papà mi ha comprato il liquido kiwi
sento Alex Britti dalla finestra (ne prendo il buono, ma mi sarebbe piaciuto vederlo dal vivo)
Giorni rimanenti: 27 So che non passerò l’esame al primo appello, ma provo a tenere come riferimento questa data per cercare di fare del mio meglio. Studio con costanza e ordine da circa una settimana, ma oggi è passata l’adrenalina, quindi ritento con questa strategia.
Obbiettivo pagine: 7/20 Non sono stata molto produttiva oggi, ho avuto una malinconia dentro che non mi permetteva di leggere con tranquillità.
Argomenti: commedia I Rusteghi, letteralmente “uomini rozzi”.
Lettura: La locandiera, terminato. Gli young adult impallidiscono davanti a questa chimica.
Non è la gioia degli altri a infastidirmi, non odio il Natale per principio, né è un sentimento che riservo esclusivamente a questo periodo dell’anno. La stessa angoscia la provocano le vacanze di Pasqua e, per diversi anni, anche quelle estive.
Il problema sono i periodi di pausa: l’uscita forzata da ambienti pieni di stimoli e impegni prestabiliti.
Dal liceo in poi, le vacanze sono state per me motivo di pena più di qualsiasi compito in classe o verifica. Se dovessi stilare una classifica, in cima alla piramide dei momenti più detestati dell’anno ci sarebbero proprio quelle due settimane che concentrano tutto il peggio: freddo, buio e assenza di spazi personali.
Quest’anno, però, organizzo una spedizione nel nord della penisola italica e mi scopro entusiasta. Credo.
Ho persino acquistato attrezzatura specifica: sono felice di vedere la neve e allo stesso tempo emozionata all’idea di tornare dal lontano Nord con regali discutibili per i miei amici, come una versione poco credibile di Babbo Natale.
le mie scarpe tecniche in azione
Da New Yerkie ho portato nove outfit e un po’ di malinconia, che a Bolzano nascondo nelle federe.
Le giornate scorrono leggere: lo sguardo mi si riempie dei colori delle Dolomiti, delle bandiere palestinesi sugli edifici pubblici, delle finestre e strutture bolzanine.
Inspiro l’aria frizzante come se bevessi champagne.
La via più veloce per il cuore di un uomo passa per il suo stomaco.
Tiana, la principessa e il ranocchio
È incredibile che gli abeti esistano davvero.
La sera, però, tra i piumoni, quella malinconia cresce. Diventa tristezza e gocciola sul petto.
Il sole sorge più tardi se sei a valle.
Ho visitato Innsbruck, originariamente avamposto romano: posso quindi considerarmi ufficialmente in missione di perlustrazione.
Forse non si coglie la rilevanza della notizia, quindi la riporto con chiarezza:
io ero a Innsbruck, Innsbruck è in Austria, l’Austria non è in Italia, io non ero in Italia.
quasi sillogismo, pseudo aristotele
Un evento di tale portata non si verificava da almeno otto anni.
Viaggiare resta comunque magnifico: fare la spesa in un altro Paese, adottare una routine provvisoria, adattarsi al luogo ospite.
Peccato per quella fossetta buia nel petto.
Il ritorno a New Yerkie diventa quasi un bisogno fisiologico. Le tensioni sottili e i sottotesti sociali mi affaticano, amplificando la sensazione di isolamento.
Doccia, lenzuola pulite e pigiama mi attendono
Niente potrebbe farmi stare meglio, tranne il Capodanno.
Il fit spacca, preparo drink, parlo, canto. Sono di nuovo inserita nel tessuto sociale.
just a social butterfly
Il primo dell’anno, però, non sono felice. Come si dice:
Chi piange a Capodanno, piange tutto l’anno.
detto [non proprio] popolare
Ho perso le redini di quella malinconia, ora diventata una cascata violenta sullo sterno che scava e trascina via i detriti di ciò che prima mi dava speranza.
Per un’ulteriore settimana vivo anestetizzando con i reels la percezione cosciente della realtà che altrimenti mi provocherebbe una sofferenza che non saprei gestire.
Rientro alla base operativa di Lecce, dove è possibile fare inventario dei danni e iniziare, con calma e metodo, la ricostruzione di ciò che una tristezza profonda ha compromesso.
Giorno: 2/17 Il secondo giorno è sempre più facile del primo, basta poco per fare di meglio.
Obiettivo pagine: 5/7 Non male, ma ne ho altre arretrate dai giorni passati. Ho integrato il sito che legge il file del riassunto come supporto al mio studio.